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© 2023 Tenuta Isola nel Giglio. All rights reserved – photo credits : stefano casati – Capitale sociale : 10.000,00 €

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COLTIVARE LA VIGNA SU UN’ARCA NEL MEDITERRANEO

Su quest’isola granitica circondata dal mare a 22 chilometri dalla costa toscana, l’uomo ha vissuto per secoli in una simbiosi delicata e rispettosa con la natura.

Il Giglio è la seconda isola dell’arcipelago toscano, abitata dall’uomo sin dalla preistoria.

Per secoli, Etruschi, Romani, potenti famiglie italiane e governi di repubbliche marinare hanno dominato l’isola, curandosi molto poco degli isolani. Nel 1544 le fortificazioni di Giglio Castello – il borgo principale dell’isola – non sono riuscite a contrastare la devastante incursione del corsaro ottomano Barbarossa, che deportò quasi tutti gli abitanti vendendoli come schiavi.

Sotto il Granducato di Toscana, che prese possesso dell’isola nel 1558, il Giglio si ripopolò gradualmente.

I Medici fecero restaurare i vigneti di un’isola che già da secoli era nota per la produzione di vino. Si pensa che l’introduzione della varietà siciliana Ansonica – oggi l’uva del Giglio per eccellenza – risalga a questi anni, quando le competenze enologiche portate dai granduchi sull’isola hanno ravvivato e raffinato la viticoltura dell’isola.

Oggi, una popolazione di circa 1.300 persone si divide tra Giglio Porto, lo storico borgo di Giglio Castello sul promontorio che scende dal centro dell’isola, e l’insediamento costiero di Campese sul lato ovest.

Al di fuori di questi piccoli insediamenti umani, i 21 chilometri quadrati dell’isola sono un paradiso naturale dove lodolai e falchi pellegrini volteggiano sopra le rocce scoscese coperte di lentisco, mirto, elicriso e ginestre. Tra queste, qui e là si scorgono i vigneti e gli oliveti curati a mano, mosaici pazientemente intarsiati nella natura incontaminata.

Oggi, una popolazione di circa 1.300 persone si divide tra Giglio Porto, lo storico borgo di Giglio Castello sul promontorio che scende dal centro dell’isola, e l’insediamento costiero di Campese sul lato ovest.

Al di fuori di questi piccoli insediamenti umani, i 21 chilometri quadrati dell’isola sono un paradiso naturale dove lodolai e falchi pellegrini volteggiano sopra le rocce scoscese coperte di lentisco, mirto, elicriso e ginestre. Tra queste, qui e là si scorgono i vigneti e gli oliveti curati a mano, mosaici pazientemente intarsiati nella natura incontaminata.

SCOGLIO NERO

ALMANACCO DI VINO

TERROIR

DOMARE LA SCOGLIERA NERA

SCOGLIO NERO

ALMANA
CCO DI
VINO

TERROIR

DOMARE
LA SCOGL
IERA NERA

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